Le langhe e i vini Piemontesi

Le langhe e i vini Piemontesi

L'Italia è uno scrigno di cultura e di bellezze naturali incomparabili.
Dalla Sicilia al Brennero sono innumerevoli le tradizioni enogastronomiche di ogni regione, e in ogni regione le città, fino al più piccolo borgo medievale, esprimono una tradizione, una cultura, un piatto, un vino. Le Langhe e i vini piemontesi rappresentano perfettamente questa ricchezza, tanto da essere conosciuti e apprezzati in ogni parte del mondo.

Le Langhe, le colline e i vitigni dove nascono i vini piemontesi 

Comprese nella parte meridionale della regione, nella zona tra Alessandria, Asti e Cuneo, le Langhe si caratterizzano per le vallate che si alternano a colline punteggiate di castelli. Tecnicamente si suddividono in due regioni:

  • la Bassa Langa è compresa tra il Belbo e il Tanaro, a quote che non superano i 600 metri. Lì si trova Alba, che viene considerata la capitale del territorio;
  • l'Alta Langa, invece, confina con la Liguria. Qui non si produce solo il vino, ma è possibile percorrere un tour artisticogastronomico a base di castelli, formaggi, antichi borghi e nocciole.

La regione, insieme alle zone del Monferrato e del Roero, è nota non soltanto per la bellezza della natura ma soprattutto per la prestigiosa produzione vinicola.

Ma quali sono le caratteristiche morfologiche del territorio che conferiscono la qualità ai vini delle Langhe? Sicuramente la natura morenico-alluvionale delle colline. I rilievi presenti nella zona sono stati creati dall'azione di agenti naturali come il mare, nel corso di milioni di anni. E poi c'è la questione del particolare microclima che si registra nel territorio alpino e appenninico; a ciò si aggiunge l'umidità della pianura e l'escursione termica. Ma è nella bassa Langa che la trama lineare dei vitigni scandisce le colline, caratterizzando inconfutabilmente l'intero paesaggio. Col tempo si è affermata una monocoltura che ne ha modificato la fisionomia spostando le coltivazioni di nocciole verso nord, e la produzione di vino è aumentata esponenzialmente.

I vini delle Langhe piemontesi

La particolarità delle Langhe è che i vini che si producono da queste parti sono ricavati dai vigneti che segnano in filari ordinati le colline verdi. Si tratta di vini di eccezionale valore tra cui spiccano alcune varietà molto apprezzate: il Barolo, il Barbera, il Dolcetto, il Gattinara, il Nebbiolo, il Barbaresco, il Langhe rosso e il Moscato. Del resto la coltivazione della vite ha qui una tradizione antichissima; risale con certezza all'età romana e la denominazione Langhe ha finito per sintetizzare meravigliosamente l'intera filiera vitivinicola del territorio, pur nella varietà dei vitigni e degli stessi vini. Infatti le Langhe si caratterizzano come territorio dotato di una straordinaria varietà di terreni. Il suolo si compone di regioni sabbiose e argillose miste a marne, con una forte componente calcarea. Come detto, la produzione vincola è straordinariamente ricca. Meritano una menzione particolare il Langhe rosso e il Langhe bianco, risultati pregiati della vinificazione in assemblaggio di più vitigni, anche se è ugualmente notevole quella in purezza.

Ma il più classico tra i vini delle Langhe è senz'altro il Barolo, vino rosso corposo dal sapore persistente, caratterizzato da note floreali e fruttate. È un vino talmente rinomato che nella zona di produzione si sono create delle vere e proprie vie del Barolo. Il percorso prende il via da Roddi, in provincia di Cuneo, proseguendo lungo la valle del Tanaro, fino a Verduno, con il suo spettacolare belvedere.

Da questo punto in poi il paesaggio si riempie di vigneti, verso il delizioso borgo barocco di La Morra, per poi risalire verso Barolo, cittadina sovrastata dal Castello Falletti, dove ha sede il Museo del Vino. Si transita infine, per la trecentesca fortezza di Serralunga concludendo il tour a Grinzane Cavour, città di cui fu a lungo sindaco lo statista Camillo Benso. Un altro tra i più importanti vini delle Langhe è la Barbera, prezioso e rinomato per la componente tanninica che rende il suo sapore particolarmente aspro. Viene prodotto nelle zone di Barbera d'Asti e Barbera del Monferrato Superiore. Molto apprezzato come vino da pasto, la Barbera d’Alba rimane un vino di grande valore, dal colore purpureo e il profumo composito di note fruttate: sono infatti riconoscibili la ciliegia, la mora e la fragola, a cui si aggiungono note di cannella, pepe verde, cuoio e cacao. Questa è anche zona di tartufi. Il Tartufo bianco di Alba, che ogni anno è il vero protagonista di una fiera che si organizza nella città, è uno dei prodotti gastronomici di punta della regione. Ma in questa zona si coltiva anche la nocciola delle Langhe e si contano squisite varietà di formaggi. Da provare è la ricerca simulata del tartufo. Si svolge tra settembre e la fine di dicembre. I trifulau, i cercatori del rarissimo tubero, sguinzagliano i propri cani nelle tartufaie in mezzo ai boschi.

Tra i vini rossi pregiati c'è anche il Nebbiolo. A quanto pare il nome deriva dalla parola nebbia, fenomeno tipico da queste parti. Non è difficile, specialmente in autunno durante la vendemmia, vedere i vigneti ammantati dalla coltre lattiginosa. Un'altra ipotesi fa risalire la denominazione agli acini opacizzati dalla pruina, una sostanza che copre i frutti e le foglie delle viti. Il vitigno Nebbiolo, da cui si ricava anche il Barolo, vanta varietà celebrate come il Rosé, il Lampia ed il Michet. Eppure il Nebbiolo più apprezzato non si produce in purezza. La miscela dei frutti dei tre vitigni ha fatto la fortuna dei coltivatori delle Langhe piemontesi. E infine concludiamo con il Dolcetto d'Alba che con la Barbera, sempre di Alba, è il vino che di più viene consumato durante i pasti da queste parti. È esclusivamente rosso, prodotto in purezza da uve Dolcetto. Ha un colore brillante, il sapore fruttato, ma il gusto è secco con note di tannino e mandorla amara.

Venerdì, 16 Marzo 2018. Postato in Life Style

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