L'internazionalizzazione del business delle aziende italiane

L'internazionalizzazione del business delle aziende italiane

L'internazionalizzazione del business: un futuro certo?

Ormai il trend riguardante l'internazionalizzazione del business delle aziende italiane è evidente e chiaro a tutti. Tutt'oggi ci sono diversi studi in merito e altrettanti servizi che, in un'ottica di sviluppo futuro, offrono ai giovani manager italiani la possibilità di utilizzare questo trend per crescere. Gli strumenti, messi a disposizione di tanti capi delle aziende italiane, permettono di sfruttare il processo d'internazionalizzazione nel migliore dei modi, aprendo altri orizzonti e altre prospettive. Questo non è solo necessario per il manager stesso, in quanto è un passo fondamentale per essere competitivi sul mercato. Si tratta della base per avere un minimo di successo nel campo del business. Si tratta delle fondamenta per restare competitivi. Un manager che sia davvero lungimirante non può, in alcun caso, ignorare i nuovi processi che, sempre di più, stanno prendendo piede sul mercato. Ragionare tenendo conto dei processi d'internazionalizzazione può essere fondamentale per aumentare la competitività della propria azienda e darle una marcia in più. 

Internazionalizzazione del business: da dove cominciare?

Un qualsiasi manager italiano che voglia aprire un'azienda nel Bel Paese o all'estero si trova, quasi sempre, dinnanzi a un bel dilemma: da dove iniziare? Quali sono le migliori modalità per effettuare delle vendite? E per espandersi in un mercato straniero? Tante domande e poche risposte, insomma. Anche perché i fattori da tenere in considerazione sono sempre moltissimi e un aiuto in tal caso potrebbe essere ben più che richiesto. Altresì ogni giovane manager che cerca di cavalcare l'onda dell'internazionalizzazione del business delle imprese italiane dovrebbe poter creare le giuste condizioni per sfruttare questo trend nel migliore dei modi. La fase di accesso, ma anche quella di sviluppo, in un mercato straniero richiede attenzione e competenze specifiche. Il primo passo, quasi sempre, è quello di avere all'estero una presenza diretta. Può essere una persona di fiducia, il ramo di un'altra azienda, un team di esperti italiani, oppure un ente straniero che si occupa dell'accesso e dello sviluppo delle aziende italiane sul proprio territorio. L'importanza di una diretta presenza della propria azienda sul territorio straniero non va sottovalutata: è una parte fondamentale dei processi d'internazionalizzazione. Inoltre, la presenza straniera garantisce la continuità delle operazioni.

Gli strumenti da utilizzare per l'internazionalizzazione.

Come è già stato accennato precedentemente, per poter sfruttare al meglio l'internazionalizzazione ogni manager deve fare uso di alcuni strumenti. Uno di essi è il radar dell'internazionalizzazione. Si tratta di un particolare servizio offerto dalle aziende a stretto contatto con i mercati esteri che offre ai manager la possibilità di trovare i migliori posti in cui accedere. Grazie a un profondo studio del mercato è possibile capire in quali mercati approdare e come affrontarli. Del resto, tutti i mercati hanno delle loro particolarità che un bravo manager aziendale deve, per forza di cose, tenere in conto se vuole raggiungere degli importanti traguardi in questo ambito. Lo studio, - o meglio dire l'"analisi", - è una parte fondamentale dell'accesso di un'azienda a un mercato estero. Priva di un accurato studio, la pianificazione dello sviluppo aziendale sarà svolta male e l'azienda stessa potrebbe fallire. Durante la fase dell'analisi vanno messi nero su bianco i punti di forza e quelli di debolezza delle altre aziende simili presenti sul mercato. Vanno analizzate le opportunità per le aziende presenti in un determinato Stato. Senza dimenticarsi delle possibili minacce legislative, nazionali e internazionali, o economiche. Questo permetterà ai manager di scegliere la giusta strategia per sviluppare al meglio la loro azienda. Generalmente, un esperto estraneo all'azienda si occupa di accogliere tutti i dati per decidere il Paese di destinazione e la strategia giusta da adottare, scegliendo tra quelle brevi, medie e lunghe.

Lo studio sul Focus.

Esattamente come nel caso del Radar dell'internazionalizzazione, che fornisce ai manager una marcia in più, anche lo studio sul Focus può essere un valido aiuto. In tal caso si delega a uno specialista del settore il compito di studiare al meglio tutte le caratteristiche del mercato. Si studiano le dinamiche dello stesso, i punti di forza e gli svantaggi, si cerca di comprendere lo sviluppo futuro e ci si focalizza sulle opportunità. Anche questa è una fase preliminare, che precede l'accesso a un determinato mercato. Se l'azienda che vuole fare accesso al mercato produce un particolare prodotto, durante questa fase sarà possibile analizzare l'andamento di altri prodotti simili nel Paese scelto e solo allora decidere come procedere.

Contributi all'internazionalizzazione.

Oggigiorno il trend dell'internazionalizzazione è così accennato, che da qualche anno ormai il Ministero per lo Sviluppo Economico ha creato dei contributi per favorire lo sviluppo all'estero delle piccole e delle medie imprese italiane. I contributi economici aiutano le aziende a espandersi all'estero creando una nuova rete di potenziali clienti. I contributi destinati all'internazionalizzazione sono, inoltre, a fondo perduto. Quindi, anche se il processo di espansione dovesse fallire, il titolare dell'azienda non dovrebbe comunque restituire nulla allo Stato. In un contesto mondiale che ogni giorno diventa sempre più globalizzato, diventa chiaro come tali contributi rappresentino realmente un valido strumento per ambire al successo. Le aziende moderne devono ambire a entrare quanto prima in un contesto globalizzato del mercato, affrontando sfide nuove rispetto a quelle del passato. I mercati esteri, del resto, oltre a rappresentare un contesto economico importante e una grande opportunità per guadagnare, sono anche colmi di pericoli. Pericoli che, con la giusta pianificazione e sfruttando tutti gli strumenti a disposizione dei giovani manager italiani, possono essere non solo evitati, ma persino sfruttati a proprio favore.

Le regole per svolgere una corretta internazionalizzazione del business.

Come in ogni settore dell'economia, anche in questo vigono delle rigide regole da rispettare se si vuole avere successo. Innanzitutto bisogna stilare un piano di export che coinvolga contatti all'estero, esperti dell'informazione, preveda le spese necessarie per il viaggio e studi i mercati del posto. Tutti gli obiettivi dell'azienda devono essere definiti basandosi sulle risorse del manager, che deve essere cosciente delle proprie potenzialità. Senza dimenticarsi di selezionare i mercati giusti, seguire le tendenze e i trend. La strategia e l'assetto interno della filiale estera sono fattori che vanno selezionati in relazione al piano export stilato precedentemente. Ogni buon esperto d'internazionalizzazione consiglierebbe di prestare sempre attenzione alla differenza culturale e a quella legislativa. Specialmente quest'ultima può sia essere un valido ostacolo, che rappresentare un'ancora di salvezza. Avere un asso nella manica può essere importante! Una volta aperta l'attività è meglio scegliere soltanto i mezzi di pagamento migliori, quelli che diano l'opportunità di risparmiare. La documentazione di vario genere dev'essere gestita da personale del posto, con le competenze adeguate e con la salda conoscenza del fatto che nel mondo odierno vi è una concorrenza sfacciata.

Venerdì, 07 Aprile 2017. Postato in hardskill, Marketing vendite, Marketing vendite

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