Difendersi dall’esaurimento da lavoro … come riconoscere in tempo il rischio di burnout

Difendersi dall’esaurimento da lavoro …  come riconoscere in tempo  il rischio di burnout

20181120 sm3 corpo2L’esaurimento emotivo può colpire qualunque tipo di lavoratore ed in particolare le donne. E’ importante accorgersi in tempo dei sintomi per correre ai ripari.

Chi se ne deve accorgere? Senz' altro il lavoratore, ma anche il datore di lavoro ha un ruolo importante, sia per salvaguardare la salute del suo dipendente, sia per garantire buoni livelli di produttività.

Che cos’è il burnout e cosa lo può causare?

Può succedere nella nostra vita professionale di sentirsi stanchi, svuotati e completamente privi di energie.
Di vedere che la nostra capacità produttiva cala e le nostre prestazioni sono sempre meno eccellenti.

Le cause possono essere molte come per esempio un carico di lavoro eccessivo, scadenze impellenti, troppe responsabilità, ma anche problemi con i colleghi o problemi familiari che affollano i nostri pensieri. Tutto questo ci fa sentire come una pila scarica e a volte irritabili e scontrosi. Il desiderio più grande è di “mandare tutto all’aria” .

La certezza è che una semplice vacanza non ci salverà!

20181120 sm3 corpoSe davvero è così che ci sentiamo da un bel po’ di tempo, è molto probabile che stiamo percorrendo la via che ci porta inesorabilmente verso il burnout (letteralmente bruciarsi, scoppiare, esaurire).

Si tratta di un vero e proprio esaurimento emotivo che mette a dura prova la nostra mente, il nostro spirito e anche, ahinoi, il nostro corpo.
Infatti il burnout, se non gestito, può diventare una vera e propria malattia cronica.

Cosa può fare il lavoratore a rischio burnout?

A questo punto che fare?
Come sempre prevenire è meglio che curare!
Accorgersi in tempo dei sintomi è il primo passo per essere consapevoli che è giunto il momento di cambiare rotta.

Sentirsi stanchi, con una sensazione di nausea, faticare ad uscire da una banale malattia come un raffreddore, avere reazioni di rabbia eccessiva con i colleghi, assentarsi frequentemente dal lavoro, sentirsi sottovalutati e al contempo avere la sensazione di non riuscire a dare mai il meglio di noi, sono sicuramente i campanelli d’allarme che qualcosa non va.

Se a schiacciarci è il peso delle cose da fare, è giunto il momento di ridimensionare gli obiettivi.
Cerca di porti piccoli traguardi da raggiungere che realmente possano essere alla tua portata.

Fai delle piccole liste di cose da fare e osserva come il tuo stato d’animo cambia riuscendo a raggiungere ciò che ti sei prefissato.
Sarebbe magnifico se riuscissi anche a prenderti una pausa, per esempio una intera giornata di relax per te. Purtroppo non sempre questo è possibile a causa delle scadenze, del troppo lavoro e delle responsabilità … Allora la strategia è prendersi dei piccoli momenti.

Per esempio fai una pausa pranzo all’aperto che ti consenta di ricaricare le energie. Meglio se in mezzo alla natura.
No tranquilli non sto parlando di un bosco! E’ sufficiente un parco cittadino o il giardino vicino all’ufficio.
Concedi anche delle pause tra un compito e l’altro. Pochi minuti basteranno.
È anche molto importante poter parlare con qualcuno, non isolarsi.. ottimo confidarsi con un collega fidato, ma se non bastasse rivolgiti ad un esperto.

Fuori dal lavoro coltiva una passione, fai le cose che ti piacciono e stai con le persone che ami. Pensa positivo. ridi e abbi fiducia nella vita.

Cosa può fare il datore di lavoro per un dipendente a rischio burnout

Se invece sei un datore di lavoro più probabilmente ti stai accorgendo che il tuo dipendente non è più quello di una volta , la bassa produttiva e l’assenteismo non solo ti irritano, ma ti insospettiscono. Ecco allora che la domanda giusta da farsi è: starà forse per cadere in uno stato di burnout?

Se la risposta è si, chiediti se quello che stai pretendendo da lui è commisurato con le sue possibilità.

Se è da troppo tempo che i tuoi dipendenti sono sotto torchio o se il clima in azienda non è sereno a causa di continui dissapori tra i colleghi.

In questo caso puoi fare molto per migliorare la situazione.

Riorganizzare i carichi di lavoro, motivare i lavoratori e rivedere gli obiettivi aziendali sono solo alcune delle azioni da mettere in campo da solo o con l’aiuto di un esperto in grado di analizzare con occhio esterno limiti e potenzialità della tua impresa.

Tutto migliorerà compresa la redditività aziendale e la serenità!

Dr.ssa Katia Salemi - Filosofa, Pedagogista, Formatrice e Counselor
Con “Il Filo di Sophia” mi occupo di empowerment dell’adulto nella vita lavorativa e familiare attraverso la presenza di consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti nella cornice di un progetto di vita definito o da definire.

Contatti: 347/5060065 - katia.salemi@gmail.com

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Lunedì, 11 Marzo 2019. Postato in Risorse umane, Soft Skill

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